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Windows Phone e Mango, i dubbi del giorno dopo

Quanto avevamo da dire sull'annuncio di Mango, sulla strategia di Microsoft in ambito mobile e sui possibili scenari futuri l'abbiamo già detto. Ma il giorno dopo porta sempre alla luce altre considerazioni, qualche retroscena.

Sembra che dopo l'annuncio sia il tempo di tenere le bocche cucite e lavorare, forse perché davvero nessuno sa cosa debba essere in forma definitiva Mango. Come dire: sarà un Mango, anche polposo (Major Release, con 500 novità), ma non possiamo sapere già ora quali sfumature avrà la scorza o la forma esatta del frutto. E' un paragone che tiene, perché invece i 'pilastri' sono quelli già annunciati e su questo nessuno ha dubbi.

Qualche dubbio arriva comunque.

1. Non ho capito bene il ruolo e che fine farà il software di sincronizzazione Zune o come diavolo si voglia chiamare. Rimane essenziale, come lo è iTunes, per dire, oppure scompare in nome della cloud? Quanto importante sarà per gli aggiornamenti? Tra i 500 miglioramenti quanti lo riguardano o quanti riguardano il telefono che dialoga con il software del desktop?

2. Dell sarà o no della partita? Pensavo non fosse stato citato solo in Italia, invece nessuno lo cita nemmeno durante l'annuncio di NY.

3. Si dice che Nokia uscirà con i primi modelli che avranno il numero di release Windows Phone 7.1. In Microsoft hanno spiegato che Nokia esce con Mango. Mango quindi sarà un Windows Phone 7.1 e non 7.5 come pensavo? Ma dove andrebbe a finire l'idea della Major Release?

4. E' vero che l'aggiornamento di NoDo è stato rallentato in parte anche dagli operatori che dovevano verificare le configurazioni del caso? Accadrà allora lo stesso per Mango?

Qualcuno risponda :-) Altrimenti che annuncio è, con tutti questi dubbi sempre più sostanziosi?

Mario De Ascentiis

Inserito il 26 di maggio 2011 in Windows Phone
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Il giorno di Windows Phone 7.5

E' un appuntamento importante quello di Microsoft. Windows Phone non è più inchiodato alla versione 7. Con Mango guadagna mezzo punto e tutti sperano di capire, dalle novità, anche quali siano le nuove direzioni di sviluppo. Windows Phone 7.5 serve più che mai, per riaccendere la fiducia, alimentare la speranza, soddisfare i vendor, e riconvincere tutti i delusi che hanno sperato da mesi in un mini-aggiornamento, che è arrivato, ma distribuito con tutta la confusione del caso, a macchia di leopardo, secondo criteri incomprensibili, del tutto in contraddizione con l'idea che Windows Phone sia facile e indolore.

Windows Phone 7.5 non riguarderà solo i conosciuti smartphone in circolazione, ma muoverà anche nuovi modelli. Ne sono previsti nove da diversi produttori tra cui ci saranno anche Acer e Dell. Bisognerà prestare attenzione a come Microsoft avrà implementato SkyDrive, Office 365, e come avrà migliorato l'esperienza Social. Windows Phone 7.5 ben integrato con la cloud acquista chance. In abbinata con il valido hardware Nokia potrebbe lasciare intravedere qualcosa di buono anche per le aziende che, al momento, di buoni motivi per adottare WinPhone non ne hanno molti.

Mario De Ascentiis

 

 

Inserito il 24 di maggio 2011 in Windows Phone
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Come è vecchia la licenza

Una delle prossime sfide che Microsoft si prepara a raccogliere è quello delle licenze. Microsoft ha fatto la propria fortuna con i sistemi operativi e l'adesivo e il seriale appiccicato sulle macchine. E certamente con i codici stampigliati sul software nella scatola.

Negli ultimi tempi l'evoluzione ha portato poi alla doppia proposizione di Office come software e come servizio. A non reggere quando il cielo IT sarà davvero pieno di nuvole (cloud computing) sarà proprio il vecchio modello delle licenze. Non è più tempo di etichette, seriali a 21 lettere, attivazioni e cose così. E' tempo di legare quello che si ha bisogno di fare e i servizi che si ha bisogno di usare semplicemente alla persona che li usa o alla società.

Il resto è noia. Origina limitazioni facilmente aggirabili e scocciature per chi paga. Quando l'utilizzo di un servizio sarà legato alla propria identità e a niente altro, non si avrà più nemmeno tanta voglia di piratare. Fino a che girano cifre e lettere gli utenti non hanno nulla da perdere, ma quando a girare sono i propri dati, al massimo si condividono software e servizi "in famiglia" e in pratica questo è già quasi nel conto.

Mario De Ascentiis

Inserito il 16 di maggio 2011 in Windows 7
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Microsoft e Skype, quel desiderio di comunicazione universale

Le parole di Ballmer valgono più di qualsiasi altra osservazione: "Skype, un servizio fenomenale [...], con Skype creeremo il futuro della comunicazione in tempo reale [...]". Se si pensa ai mille progetti di Microsoft a livello business (in primis Microsoft Lync Unified Communications) come a livello consumer, agli investimenti già fatti sui servizi Live, a quanto se ne potrebbe giovare la piattaforma Windows Phone ecco, se si pensa a tutto questo, è forse più facile chiedersi se ci possono essere dei margini di fallimento in questa operazione, più che quali siano gli evidenti reali vantaggi.

Anche perché Skype fa fruttare i prodotti di Microsoft per 8,5 miliardi di dollari già come è, senza necessariamente dover far guadagnare qualcosa di per se stesso (questo il volpone Ballmer deve avercelo chiarissimo).

Sì, perché oltre a tirarsi in casa, 'as is', il servizio Voip più apprezzato (fosse solo questo...) - management compreso - Microsoft con l'operazione lo toglie dalle mani dei rivali. Tra Facebook e Google non avremmo avuto dubbi su chi se lo sarebbe preso, ma così... Bocca asciutta per entrambi. Con Google che mentre ha fatto 'bingo' quasi sempre, nell'ambito della comunicazione qualche 'vuoto' ancora lo paga (pensate a Google Talk).

Primo problemino: Skype su Windows Phone dovrà entrare in rapporto "dialettico" con gli operatori, che non salteranno di gioia, se solo verrà lasciata la possibilità agli utenti di fare davvero quello che vogliono. E siccome quest'ultima è un'opportunità che i provider fanno solo finta di concedere perchè è vero veleno nel loro sistema, anche Microsoft avrà le sue gatte da pelare.

Piu' di tutto nella strategia di Microsoft balza all'occhio il rapporto di forza: quando non ce la fa a eguagliare un prodotto della concorrenza Redmond se lo prende, con una potenza di fuoco insostenibile,  data dalla liquidità. E' la forza del cash - per parlare chiari - che si stima, dati alla mano, intorno ai 50 billion dollars... baby. E siete tutti avvisati...

Per saperne di più leggi anche Blog Cafè: Microsoft + Skype, che sia la volta buona per una spinta Internet

 

 

Inserito il 10 di maggio 2011 in Windows Live
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Google domina, Microsoft non più

Il lancio del servizio Google Shopping è l'occasione per l'ennesima riflessione su chi realmente oggi beneficia di posizione dominante nella Rete. Noi lo diciamo da anni, oggi finalmente qualcun altro apre gli occhi.

Pensate a che buffonata è stata la "pena" inflitta a Microsoft sulla scelta del browser nei suoi sistemi operativi, rispetto a quello che accade oggi. Google (con anche YouTube e aggiungete quello che volete...) domina la ricerca di contenuti nella Rete e Google Shopping arriva ora a stroncare, in pratica, anche i servizi tipo 'trovaprezzi'. Poi c'è sul piatto tutto il mercato della pubblicità in esclusiva o meno, e poi ancora il mercato della metrica Web, su cui si basa quello della pubblicità e poi la cloud e poi il sistema operativo mobile Android, e poi il nascente mercato tablet e poi e poi...

Si intenda: per me le regole sono sempre le stesse. Vinca il migliore. Valeva per Microsoft, vale oggi per Google che sembra non sbagliare una mossa, e altri in giro a far meglio per ogni ambito non se ne vedono. Il problema da porsi però è questo: è davvero Google solo un collettore delle risorse della Rete e poi favorisce il reperimento delle informazioni, oppure è arbitro e nello stesso tempo protagonista del gioco? La risposta ognuno se la può dare da sè

Mario De Ascentiis

 

Inserito il 4 di maggio 2011
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Outlook Connector sì, ma non per Mac. Hotmail non si sincronizza

Microsoft a volte riesce davvero a stupire. Ha da qualche mese aggiornato la suite con il prodotto Office 2011 per Mac e la versione Business porta in dotazione Outlook 2011, non più il vecchio Entourage, ma proprio Outlook 2011. Quasi completamente riscritto.

Già a Dicembre 2010, sul forum ufficiale OfficeForMac.com, qualcuno chiedeva come tenere sincronizzata la posta di Hotmail con il Mac e Outlook 2011 (e qualche rivista sul Web dichiarava che sarebbe stato tranquillamente fattibile). Allora, come ancora oggi (perché nel frattempo qualcun altro ha fatto la stessa richiesta), la risposta di chi modera il blog è laconica, e nella seconda parte del tutto ridicola: "Non si può fare, Hotmail è supportato solo come POP3 e se proprio hai quell'esigenza...You’re only option would be to run a VM on your machine and run Outlook for Windows"... Ma segnala la mancanza che prima o poi ci penseranno". La risposta è tanto più ridicola perché sottointende il consiglio a un utente Mac di acquistare una licenza di Outlook per Windows (dopo aver acquistato quella 'cara' per Mac) e, minimo, di una licenza Windows (fatto salvo che il software per virtualizzare sia gratuito). Un NONSENSO di proporzioni galattiche...

Insomma, quello che riescono a fare da anni gli utenti di Windows Xp con Outlook 2007 è ancora precluso su Outlook 2011 agli utenti Mac. E pensare che Hotmail è roba Microsoft, così come la suite per l'ufficio. Non presidiare su più piattaforme perfettamente un servizio come Hotmail e una suite come Office, che è chiaramente un punto di forza Microsoft, a noi sembra il modo migliore per lasciare sempre più spazio di manovra a Google e ai suoi servizi...

Mario De Ascentiis

 

 

Inserito il 2 di maggio 2011 in Windows 7, Windows Xp
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