Vista dall'alto

Itespresso

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Windows in crisi di identità piace meno anche al cyber-crime

Windows sui tablet è sotto i riflettori, ma solo perché troppe sono le incertezze,troppe sono le voci che si sovrappongono. La netta sensazione è che i giochi non siano ancora fatti e non si sappia bene su cosa puntare. Mentre c'è chi (Eugene Kaspersky, in occasione della presentazione di Small Office Security 2) ne pronostica la fine imminente nell'arco dei cinque anni, Windows sembra aver saltato a piedi pari l'appuntamento con i tablet di prima generazione e si sta organizzando per capire come abbordare la seconda. Windows 8, Windows 7 alleggerito, una versione Embedded, Windows Phone? Difficile capire. Secondo il fondatore dei Kaspersky Lab una cosa è però sicura: presto non sarà Windows il principale obiettivo del cyber-crime, ma Android. E anche Apple sarebbe già in declino, anche se con Lion, e l'App store allo stato dell'arte anche sui notebook, la strategia di Apple sembra già molto più chiara di quella Microsoft. Se c'è una cosa che ai mercati non va proprio giù è l'incertezza sul da farsi.

Mario De Ascentiis

Inserito il 31 di gennaio 2011
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Aduc e la class-action per Windows, Microsoft che c'entra?

Ho letto con interesse il comunicato Aduc riguardo la class action per i sistemi operativi Microsoft preinstallati con licenza OEM sui computer e  relativi rimborsi. Ho letto anche il parere dei giudici delle sentenze riprese proprio a commento del comunicato Aduc. A seconda del giudice cui si fa riferimento, le osservazioni che seguiranno sono giuste o solenni cretinate. Comunque sia, sono le mie riflessioni.

Penso che sia assolutamente corretto che sia il produttore dell'hardware a rimborsare il costo della licenza e che Microsoft non c'entri proprio nulla. Io esco dal negozio con un unico scontrino,non me ne fanno uno separato per la licenza OEM di Windows. Il vendor paga Microsoft per tot licenze, le installa sui PC, e poi vende il 'pacchetto hardware+software' ai propri clienti, cui basta un clic per aderire alla licenza, appena accendono il PC.

E qui potrebbe anche finire il giro. Sai quello che compri e sai che la prima cosa che farai accendendo quel PC sarà aderire al contratto di licenza. Allo stesso tempo, la legge della domanda e dell'offerta dice che se migliaia di clienti chiedono a te, vendor, un prodotto senza OS e tu ti rifiuti di soddisfare questa richiesta... Beh! Come minimo crei un bel fastidio, risulti antipatico, e dimostri di non credere nel libero mercato. Ma ancora non capisco proprio cosa c'entri Microsoft! Perché i vendor non mettono a scaffale anche la scelta del sistema operativo da installare e si fanno carico di diversificare l'offerta? Perché continuano a installare licenze OEM che non vorranno rimborsare? I vendor sanno benissimo con quali OS può funzionare l'hardware che mettono assieme.

Che c'entra Microsoft per la quale quelle licenze risultano comunque essere vendute abbinate proprio a quel PC? La prima caratteristica della licenza OEM infatti è la non trasferibilità del software rispetto alla macchina su cui è caricato, e la macchina la mette insieme il vendor che poi, così come ha messo insieme il computer, lo vende al cliente: hardware e software diventano un'unica cosa! E' un sistema che può non piacere, ma se la licenza è pensata così o la cambia il legislatore, oppure così resta. Forse l'unica cosa davvero giusta sarebbe caricare il vendor di maggior responsabilità. Non ha macchine con un sistema operativo che non sia Windows? Venda quello che ha e rimborsi il cliente per il di più che gli ha dato e che il client non ha chiesto. Oppure impari a dare al cliente solo quello che chiede.

Mario De Ascentiis

 

Inserito il 25 di gennaio 2011
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I maledetti 64 bit di Windows 7, un problema da NAS

Mi metto nei panni di un utente qualunque che tutto fiducioso è passato da Windows a 32 bit alla versione a 64 bit. Ha seguito le promesse del marketing, i consigli dei commessi nei negozi e, ahimè, anche quelli della stampa. Sì, in linea teorica Windows 7 a 64 bit è meglio. Poi però scopri che: di Internet Explorer ne installi due versioni, perché non puoi comunque fare a meno di quella a 32 bit (non avresti Flash), i tre quarti dei programmi li userai a 32 bit (a 64 bit nessuno li ha scritti) e, ciliegina sulla torta, dall'hardware che avevi puoi aspettarti solo brutte sorprese. In cima alla lista di queste ci sono anche i NAS (Network Attached Storage).

Le comode e sempre più diffuse unità per lo storage in rete. Potresti pensare che sono gli ultimi apparecchi a dover dare dei problemi e invece... Provate a navigare per i forum, anche quelli dei vendor. C'è chi non riesce a vederlo in rete, e chi lo vede accedendo all'interfaccia Web di controllo, ma non lo può utilizzare perché il NAS non viene riconosciuto come unità di rete da Windows 7 a 64 bit, e poi c'è chi lo utilizza, ma non come potrebbe fare a 32 bit, e infine chi (pochi) lo riescono a usare ma dopo aver disabilitato la crittografia a 128 bit, tipica di Windows 7 a 64 bit, riducendosi a quella di cui disponeva con Win a 32 bit. E comunque anche così non tutti riescono a risolvere.

Alla fine tutti i commenti si chiudono con la considerazione che con Windows a 32 bit funziona tutto, ma a 64 bit sono dolori di vario tipo. 

Lo conferma anche l'assistenza di Western Digital cui abbiamo scritto riguardo a MyBook World Edition (Blue Rings) 1 Terabyte di capacità e il firmware aggiornato al 9 di gennaio del 2011, quindi un NAS ancora pienamente supportato. Prima ci siamo letti pagine e pagine di forum online, poi disperati abbiamo scritto, e ci hanno risposto che, semplicemente, il nostro NAS può non funzionare correttamente  con Windows 7 Ultimate a 64 bit e che d'altra parte abbiamo poco da pretendere perché Windows 7 (anche a 32 bit) non è tra gli OS supportati come da documentazione all'atto della vendita [figuriamoci se l'assistenza va a fondo e spiega perché e per come]. E ti credo! Quando hanno messo in commercio il NAS, Windows 7 non esisteva ancora. Altri interventi in rete confermano che tra vendor (non solo WD) e Microsoft è tutto un rimpallarsi di giustificazioni: devono pensarci gli altri, quelli di Redmond, noi non c'entriamo. Intanto tra le pagine Microsoft che fanno riferimento all'hardware che funziona con Windows 7, c'è un bel segno di spunta verde sul supporto completo del WD MyBook World Edition (nella versione successiva), sia a 32 che a 64 bit. Uno potrebbe anche rassegnarsi a cambiare NAS (dopo appena 5 anni di vita) e prendere quello più recente, ma poi va sul forum e i problemi ci sono anche con il nuovo modello... Allora, a che gioco giochiamo??? 

Inserito il 19 di gennaio 2011 in Windows 7
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Microsoft e i Lillipuziani

Il tiro al piccione con Microsoft a volte è fin troppo facile. Finita negli anni scorsi nell'occhio del ciclone (anche UE) per la sua posizione dominante in vari ambiti (e intanto si aprono gli occhi sugli 'altri' solo ora), l'azienda era costantemente presa di mira da detrattori di varia natura e non senza motivo. Lo scenario ora è cambiato, si è portati quasi a una maggior clemenza, perché Microsoft sembra un gigante circondato da Lillipuziani agili e svelti. Il gigante tiene aperti tanti fronti nel mercato IT: office, browser e motori di ricerca, sistemi operativi, server, mobile, communications, social network e nell'hardware le periferiche da scrivania, le consolle per i giochi... Insomma, è un panorama articolato. E ogni volta che si cambia qualcosa, c'è un'infinità di installato da continuare a supportare e mantenere compatibile.

Microsoft non può essere agile, snella e leggera come gli altri. Non ora, non ancora. Per questo fa sorridere quando arrivano le 'Beta' e poi dopo mesi e mesi le release finali e poi dopo anni i Service Pack. Mentre altri, più furbi, snocciolano e sparano come cartucce le release 2.1, 2.2, 2.3, 2.4 anche di mese di mese e riescono a generare un'attesa maggiore.

Mario De Ascentiis

Inserito il 14 di gennaio 2011 in Windows 7
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Bob Muglia lascia

Steve Ballmer manda un'email a tutti i dipendenti, l'oggetto è "STB Building on Success, Moving Forward" l'argomento è "Bob Muglia Transition", in soldoni le dimissioni di Bob Muglia. Riporto quelle che secondo me sono le frasi chiave: "Entriamo nell'era del cloud computing, Microsoft e il nostro team STB stanno definendo il futuro[...], e alla Pdc abbiamo dimostrato i veloci passi in avanti di Windows Azure". E poi il passo fatidico: "Bob Muglia e io abbiamo parlato del business globale e di cosa serve per accelerare la crescita. In questo contesto io ho deciso che è tempo di cambiare la leadership per la divisione STB[...] In congiunzione con questo cambiamento di leadership Bob ha deciso di lasciare Microsoft questa estate". E infatti la 'transition' di Muglia avverrà a fine anno fiscale. Seguono ringraziamenti (23 anni di onorato servizio, etc.etc.).

Si può essere più chiari di così?

Mario De Ascentiis

 

Inserito il 11 di gennaio 2011 in Windows Server
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Un'invasione di tablet tuttigusti+1

CES 2011 probabilmente sarà ricordato come lo show dei tablet. In attesa che iPad 2 segni un altro step di riferimento, forse già da fine mese. Ce n'è per tutti i gusti: Asus con i suoi 'Eee Pad' ha dato un chiaro segnale di preferenza per Android 3.0, pur lasciando le porte aperte a Windows 7 (solo quando il tablet è praticamente un pc, tanto che il processore è addirittura Intel Core i5). Si vedrà nel corso di questo 2011 se il vero concorrente di iPad monta un sistema operativo già maturo per notebook e desktop, o se davvero il form factor merita un OS dedicato. Il successo di Android e del sistema Apple fino ad ora non ha lasciato molte speranze a Windows (certamente non alla versione 7), probabilmente più il 'pad' si avvicina al mondo 'tablet' e notebook, più Windows si mostrerà adatto. Il nodo cruciale sono i processori (e Windows si sta piegando ad Arm).

Noi siamo stupiti di come Intel non si sia dimostrata pronta a cavalcare il segmento con un'offerta ad hoc all'altezza per i veri smartphone-pad (non per quelli che sembrano pad, ma sono a tutti gli effetti tablet e notebook). Il confine è sempre più sfumato, ma proprio la CPU - ancora una volta - può essere un buon indizio per capirci qualcosa. Forrester intanto rivede al rialzo le stime di espansione per il mercato dei tablet nel suo insieme. Si apre l'era del computing tuttigusti+1...

Mario De Ascentiis 

Inserito il 5 di gennaio 2011 in Windows 7
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CES 2011: anche Microsoft ha qualcosa da dire

Tra gli annunci di Amd, Intel che svela i processori di seconda generazione Core i3,i5 e i7, l'attesa per tablet di tutte le forme e colori, Microsoft sembra fin troppo sorniona. Non c'è da aspettare ancora molto. Di sicuro Windows Phone 7 e Windows 7 sui tablet saranno oggetto del keynote, ma forse non mancheranno sorprese. E' in arrivo anche una Windows Tv? Chi lo sa. CES 2011 è forse uno dei pochi palcoscenici rimasti ad offrire chiare indicazioni su quanto verrà lanciato sul mercato nell'anno in corso. Un'occasione troppo ghiotta da perdere per non stupire. Se non ora, quando?

Mario De Ascentiis

Inserito il 4 di gennaio 2011 in Windows 7
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